Max e Maria

Max è un bambino di 13 anni che vuole giocare, vuole vivere, anche se non parla ha tante cose da dire. E Maria, la sua mamma è una donna forte, ha la forza disarmante di chi affronta la vita ogni giorno con la stessa grinta di Mamo. Ecco il racconto di come l’abbiamo conosciuta.

La Team mamo Onlus è esattamente quello che accade  quando un gruppo di amici lavorano con il cuore e con passione; a tal riguardo postiamo quanto ricevuto da un Socio fondatore Paolo Garetti.

Mamo mi ha fatto incontrare due persone eccezionali che chiameremo per rispetto con i nomi di fantasia  Max e Maria. E come al solito ha fatto la cosa giusta, per me, per noi e per Max e la sua mamma Maria.

Max è un bambino di 13 anni che vuole giocare, vuole vivere, anche se non parla ha tante cose da dire. E Maria, la sua mamma è una donna forte, ha la forza disarmante di chi affronta la vita ogni giorno con la stessa grinta di Mamo. Fino a quando non è finita, una soluzione si trova. E la loro vita vi assicuro che non è una passeggiata. Tutta a famiglia di Maria è Max e tutta la famiglia di Max è Maria. Nessun parente vicino o lontano che possa in qualche modo aiutarli. Così Mamo mi ha mandato da loro con un po di giochi e un piccolo aiuto concreto. Max si è buttato su una radio/pupazzo e ha iniziato subito a giocare, senza dovergli spiegare nulla ha preso un cacciavite e ha aperto il vano batterie. Ha intuito tutti i comandi e senza alcun suggerimento ha cercato le varie stazioni emittenti. maria, visibilmente commossa, mi ha ringraziato tanto, ha preso quella busta e senza nemmeno aprirla, con un sorriso che mi ha fatto ridere il cuore, mi ha detto “grazie mille, adesso sono tranquilla, riesco a fare fronte alle prossime scadenze”.

Sapevo di una bolletta “pesante” in scadenza “Maria, il gas te lo paghiamo noi, non ti preoccupare, almeno avrai un pensiero in meno”. “Grazie, ma non mi posso permettere, aiutate qualcuno che ha più bisogno di me”. Beh, mi ha ammutolito, e chi mi conosce sa che non è una cosa facile. Max continuava tranquillo a giocare, ogni tanto guardava cosa succedeva sorridendo. Dopo una bella chiacchierata sono riuscito a convincere Maria che alle bollette ci penseremo noi, ci penserà Mamo. Ci siamo salutati, Max con il pollice alzato mi ha detto che era tutto ok; sono uscito e nonostante la temperatura vicina allo zero avevo addosso ancora il calore di quella famiglia e un sorriso di gratitudine per avere molto più di quello che probabilmente mi merito.

Grazie Mamo, grazie agli amici della Mamo Onlus, grazie Max, grazie Maria.

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